NATALE A TUTTI I COSTI

NATALE A TUTTI I COSTI

Distribuito da Netflix, Natale a tutti i costi si pone come (lontano) erede del vecchio cinepanettone, riuscendo paradossalmente a farlo rimpiangere. Stanco ed evanescente, il film di Giovanni Bognetti ha il principale limite di riuscire a strappare, a malapena, qualche stentato sorriso.

È Natale, non badare

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Il sottogenere italiano del “film di Natale” (erede del vecchio cinepanettone) quest’anno ha totalmente saltato – per quella che è probabilmente la prima volta nella sua storia – il passaggio in sala. L’affermazione delle piattaforme, rafforzata dagli anni di pandemia, si è estesa fino a ricomprendere, in questa stagione festiva, uno dei filoni nazionalpopolari per eccellenza del cinema italiano; un filone sottratto (per motivi che meriterebbero un’analisi che non è questo il luogo per fare) a quello che sembrava il suo luogo naturale di fruizione, ovvero la sala cinematografica. Così, se a inizio dicembre Prime Video ha ospitato Improvvisamente Natale, commedia diretta da Francesco Patierno con protagonisti Diego Abatantuono e Sara Ciocca, Netflix risponde ora con questo Natale a tutti i costi: un’altra commedia destinata a un pubblico di famiglie, per la regia di Giovanni Bognetti, che mantiene nella presenza di Christian De Sica il richiamo storico al sottogenere che, un tempo, tanti spettatori era stato capace di portare in sala nel periodo festivo. Un sottogenere che paradossalmente, come vedremo in questa recensione, si finisce per rimpiangere vedendo il film di Bognetti, emblema di una pochezza di idee e di un’evanescenza narrativa che trascendono la naturale standardizzazione del filone, e il suo formato dichiaratamente per famiglie.

Scherzi da genitori affranti

Natale a tutti i costi, Angela Finocchiaro e Christian De Sica in un'immagine
Natale a tutti i costi, Angela Finocchiaro e Christian De Sica in un’immagine del film

Al centro della trama di Natale a tutti i costi ci sono Carlo e Anna (interpretati rispettivamente da Christian De Sica e Angela Finocchiaro), coppia avanti con gli anni che non ha preso bene l’allontanamento dei figli adulti, Emilio e Alessandra, che hanno deciso di lasciare il tetto familiare per andare a vivere da soli. I due, sempre più indispettiti dall’atteggiamento dei figli – che sembrano averli cancellati completamente dalla loro vita – escogitano un piano per attirare di nuovo la loro attenzione: la morte di una lontana parente fornisce infatti alla coppia lo spunto per raccontare di aver ereditato un’enorme fortuna, una cifra potenzialmente capace di cambiare la vita di Emilio e Alessandra. Come previsto, i due ragazzi tornano a farsi vivi coi genitori, riempiendoli di premure e promettendo di passare con loro l’imminente vigilia di Natale. Tuttavia, portare avanti la bugia, per Carlo e Anna, si rivelerà sempre più complicato, con la necessità di ostentazione di un lusso (tra abiti costosi e lussuose autovetture noleggiate) che i due, in realtà, non posseggono. Fino all’inevitabile resa dei conti.

Basi fragili

Natale a tutti i costi, Angela Finocchiaro e Christian De Sica in una sequenza
Natale a tutti i costi, Angela Finocchiaro e Christian De Sica in una sequenza del film

Che, da qualche anno, il film natalizio made in Italy si sia trasformato in una variante del cinema per famiglie (con qualche vago rimando a quello americano) è un dato di fatto ormai assodato; tuttavia colpisce (in negativo) che questa mutazione – forse inevitabile – abbia finito per generare il vuoto pneumatico che vediamo in questo Natale a tutti i costi. La vicenda dell’inganno di Carlo e Anna è raccontata in modo tanto piatto e svogliato, fin dal suo prologo – quello che mostra l’abbandono del focolare domestico da parte dei due figli – da far perdere presto qualsiasi interesse; ai personaggi dei due coniugi interpretati da De Sica e Finocchiaro, e a linee di dialogo sempre più trite e risapute (con contorno di superflue macchiette, come quella della vicina impicciona) si affiancano le figure altrettanto stereotipate dei due ragazzi; l’uno (col volto di Claudio Colica) bullizzato sul lavoro da un improbabile capo, summa esasperata e irrealistica di tutti le figure di capoufficio che la nostra commedia (e non solo) ci ha consegnato negli ultimi decenni; l’altra (interpretata da Dharma Mangia Woods) incastrata in una storia d’amore che a un certo punto va in crisi, senza che allo spettatore sia dato comprenderne il motivo. Su tutto, un imbroglio messo a punto dai due coniugi che (oltre a essere improbabile nelle basi, ma su questo si può soprassedere) viene raccontato coi tempi sbagliati in termini di tensione narrativa, denunciando forse qualche problema in fase di montaggio.

Risate che latitano

Natale a tutti i costi, Angela Finocchiaro, Christian De Sica, Dharma Mangia Woods e Claudio Colica in una scena
Natale a tutti i costi, Finocchiaro, De Sica, Woods e Colica in una scena del film

Ma il problema principale di Natale a tutti i costi, al netto della sua evanescenza (che, lo ripetiamo, può in certa misura essere compresa e anche accettata) è il fatto di non essere divertente. Registi e interpreti sembrano essere i primi a non credere in questo progetto di commedia natalizia, a cominciare da un De Sica che ripete stancamente le sue facce e le sue espressioni storiche (spunta anche l’immancabile “’na cafonata”); non è da meno Angela Finocchiaro, imprigionata in una figura di mamma apprensiva e iperprotettiva fuori tempo massimo, né i due interpreti più giovani, che cercano di fare il possibile col materiale che hanno. Tempi narrativi e comici sbagliati – alla già citata messa a punto dello scherzo, aggiungeremmo il temporaneo ritorno del personaggio di Alessandra nella casa genitoriale – si accompagnano a una trama incapace di divertire e stupire, costellata di gag sempre più risapute (di finti ricchi, e di equivoci derivati, sullo schermo ne abbiamo visti davvero troppi) e di uno sviluppo privo di sorprese. Manca anche il ritmo, quello che almeno aveva reso digeribile il già citato Improvvisamente Natale, oltre al generale, miglior stato di forma degli interpreti. Il film di Giovanni Bognetti, invece, finisce per far registrare tra i suoi pochi pregi il fatto di durare solo 90 minuti. E l’aggiunta dei ciak sbagliati sui titoli di coda, in questo senso, suona un po’ come un tentativo in extremis di strappare allo spettatore qualche risata, quelle che hanno latitato durante la visione del film.

Natale a tutti i costi, la locandina
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Scheda

Titolo originale: Natale a tutti i costi
Regia: Giovanni Bognetti
Paese/anno: Italia / 2022
Genere: Commedia
Cast: Alessandro Betti, Marianne Leoni, Francesco Marioni, Francesca Solombrino, Claudio Colica, Beatrice Vento, Fioretta Mari, Clara Galante, Mily Cultrera di Montesano, Stefano Guerrieri, Carolina de Nicolò, Dharma Mangia Woods, Stefano Skalkotos, Alessandra Carrillo, Angela Finocchiaro, Ariele Vincenti, Christian De Sica, Iaia Forte, Mauro Marino
Sceneggiatura: Giovanni Bognetti
Fotografia: Federico Masiero
Montaggio: Walter Marocchi
Musiche: Teho Teardo
Produttore: Iginio Straffi, Maurizio Totti, Alessandro Usai
Casa di Produzione: RTI, Sony Pictures International, Colorado Film Production
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 19/12/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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