THE LAST OF US

THE LAST OF US

La trasposizione del videogioco The Last of Us, curata da Craig Mazin e dall'autore dello stesso videogame Neil Druckman, è uno show toccante e grintoso, valido sia come adattamento che come produzione a sé stante.

Una distopia di classe

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Non è il massimo partire con un confronto, ma se volessimo farlo tra The Last of Us, il dramma postapocalittico ispirato all’omonimo videogioco, e The Walking Dead, analogamente trasposto da un fumetto, noteremmo ancora di più le qualità del primo. Lo show in nove puntate al suo debutto il 16 gennaio su Sky è la più recente produzione di HBO, il canale via cavo che ha realizzato I Soprano, The Wire, Il Trono di Spade e molte delle serie più celebrate del ventennio. Curata dal Craig Mazin di Chernobyl e dallo stesso Neil Druckman, creatore del popolarissimo videogioco per Naughty Dog, The Last of Us è una produzione d’eccellenza: il massimo è stato dato sia a livello artistico sia tecnico, e il risultato è qualcosa che non ha assolutamente nulla di nuovo, ma che è costruito benissimo. Quella di The Last of Us è una storia di sopravvivenza, in un mondo devastato da un’epidemia e diventato incivile e barbarico. Il protagonista Joel è un uomo sulla cinquantina che ha vissuto da marito e da padre l’avvento di una catastrofe per l’umanità: la sua parabola di violenza e disincanto inizia con la morte della figlia, uccisa durante la legge marziale.

Funghi e zombie

The Last of Us, Pedro Pascal e Bella Ramsey in un momento
The Last of Us, Pedro Pascal e Bella Ramsey in un momento della serie

Non stupisce che, due decenni, dopo l’incarico di proteggere una ragazzina dell’età della figlia lo turbi e lo irrigidisca, specialmente quando la protetta è una teenager irriverente, sboccata e selvatica come Ellie. Quest’ultima è l’immancabile eletta, bambina immune che con il suo DNA può salvare l’umanità dall’estinzione. Buona parte della popolazione degli Stati Uniti è stata aggredita da quell’orrido fungo che nei documentari della BBC abbiamo visto propagarsi nel cervello di formiche trasformate in zombie, e si è trasformata in ibridi famelici e disgustosi. I sopravvissuti si sono allontanati dalle città in rovina per vivere solitari lontano dalla pazza folla, o si sono uniti a comunità controllate da dittatori fanatici e crudeli. Joel ed Ellie sono una rara eccezione, come lo sono Henry e Sam e pochi altri che incontrano in un viaggio alla The Road di Cormac McCarthy.

Un adattamento impeccabile

The Last of Us, Bella Ramsey e Pedro Pascal in una scena
The Last of Us, Bella Ramsey e Pedro Pascal in una scena della serie

The Last of Us è una serie quasi impeccabile. Quello che le manca in originalità dei contenuti lo recupera con un altro tipo di innovazione: è una serie che mira al grande pubblico e a grandi riscontri da parte di questo e della critica senza accattivarseli con i soliti espedienti studiati a tavolino (il famigerato “algoritmo” di Boris). The Last of Us è tratta da un videogioco ma non è necessario essere seguaci della fonte per godersi lo show, perché la sua storia di sopravvivenza così avvincente ed emotivamente coinvolgente è accessibile a tutti. Parlare di trasposizione è riduttivo, ma come adattamento di videogiochi è probabilmente il più valido, specialmente nell’ottica di fallimenti come il recente prequel di Netflix dedicato all’abusatissimo franchise di Resident Evil. Mentre in rete ci si dibatte se sia o meno il miglior adattamento videoludico di tutti i tempi, vale la pena ribadire che – sebbene le scelte di Mazin e Druckman di modificare o espandere la storia siano tutte azzeccate – The Last of Us è, indipendentemente dalla fonte, un’opera ricca e potente.

Il calore dell’umanità

The Last of Us, Pedro Pascal e Nico Parker in una scena
The Last of Us, Pedro Pascal e Nico Parker in una scena della serie

A differenza di altre storie postapocalittiche (con o senza zombie e varianti) come la citata The Walking Dead, la serie sposta il punto di vista da negativo a positivo: più che la disamina di una società regredita e abbrutita, offre la cronaca di un rapporto umano – nello specifico nella relazione padre-figlia – che fiorisce e prospera tra i duri e solitari Joel ed Ellie, nonostante l’orrore che li circonda. La storia del videogame è la storia di una lanterna dalla luce flebile e resiliente che non si spegne mai sebbene circondata da un’oscurità prepotente: quello che conta è l’affetto di Joel verso Ellie (e viceversa) e la rabbia disperata con la quale si proteggono l’un l’altro, e non la violenza e lo spregio della vita umana che caratterizza l’animo degli altri sopravvissuti. Senz’altro la trasposizione ha saputo conservare e custodire con cura lo spirito del videogioco, che è per l’appunto una storia di preservazione dell’umanità prima ancora che il pretesto per far giocare il videogamer a sparare a mostri e umani. Joel ed Ellie sono due personaggi eccezionali, ed eccezionalmente resi nella versione in carne e ossa dagli attori Pedro Pascal e Bella Ramsey. Il primo era l’accattivante e disgraziato Oberyn Martell di Il Trono di Spade, la seconda era la cazzutissima Leanna Mornont della stessa serie. In The Last of Us offrono le loro interpretazioni migliori integrando perfettamente le rispettive parabole personali nel racconto distopico, tragico e avvilente di un futuro possibile. Questo show brutale e commovente al tempo stesso, forte di una mirabile sceneggiatura, dimostra che è possibile realizzare un blockbuster puntando sulla profondità emotiva e sull’onestà intellettuale.

The Last of Us, la locandina italiana
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Scheda

Titolo originale: The Last of Us
Creata da: Craig Mazin, Neil Druckmann
Regia: Craig Mazin, Ali Abbasi, Peter Hoar, Neil Druckmann, Jasmila Zbanic, Jeremy Webb, Liza Johnson
Paese/anno: Stati Uniti, Canada / 2023
Genere: Drammatico, Fantascienza, Azione, Thriller
Cast: Taylor St. Pierre, Keivonn Woodard, Lamar Johnson, Natasha Mumba, Merle Dandridge, Max Montesi, Murray Bartlett, Nico Parker, Jeffrey Pierce, Gina Louise Phillips, Anna Torv, Marlee Grace Becker, Andrea Greening, John Hannah, Bella Ramsey, Gabriel Luna, Jason Burkart, Nick Offerman, Pedro Pascal, Brendan Fletcher
Sceneggiatura: Neil Druckmann, Craig Mazin
Fotografia: Nadim Carlsen, Eben Bolter, Ksenia Sereda
Montaggio: Emily Mendez, Timothy A. Good, Mark Hartzell
Musiche: David Fleming, Gustavo Santaolalla
Produttore: Craig Mazin, Greg Spence, Cecil O'Connor, Jane Allison Hooper, Neil Druckmann
Casa di Produzione: Government of Alberta, Naughty Dog, Canadian Film or Video Production Tax Credit (CPTC), PlayStation Productions, Province of British Columbia Production Services Tax Credit, The Mighty Mint, Sony Pictures Television, Word Games
Distribuzione: Sky / NOW

Data di uscita: 16/01/2023

Trailer

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Maria Bosco
L'unica sua ragione di vita è l'horror. E anche l'horror. Vorrebbe scrivere solo di questo, ma è consapevole che non ci sia solo l'horror.

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