LUCA

LUCA
di Enrico Casarosa


L’atteso nuovo film Pixar, Luca, è una celebrazione dell’infanzia, del suo sguardo ricco di meraviglia e della forza dell’amicizia infantile, oltre che la rappresentazione puntuale di una città costiera italiana negli anni subito precedenti al boom economico. Il regista Enrico Casarosa fa un esordio più che positivo nel lungometraggio, nonostante qualche incertezza narrativa che il film mostra nell’ultima parte. Su Disney+.

L'estate in cui sono diventato umano

Guarda all’Italia, la Pixar, nel suo nuovo atteso lungometraggio Luca. Precisamente, guarda alla riviera ligure e a una precisa stagione storica (quella tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60) in cui l’imminente boom economico stava modificando stili di vita e aspettative sociali degli abitanti della penisola. Lo fa, il film dell’esordiente Enrico Casarosa, immaginando un piccolo paese sulla riviera, quello di Portorosso, in cui è racchiusa un po’ tutta la quotidianità della borghesia del periodo, compreso l’ingenuo ottimismo di un paese che era appena uscito dalle macerie del dopoguerra e aveva bisogno di una nuova “leggerezza”. Questa leggerezza, rappresentata idealmente da una stagione dell’anno (quella estiva), si concretizza come non mai nelle figure dei due protagonisti Luca e Alberto, bambini/mostro provenienti dagli abissi marini, che guardano il mondo – in particolare quello adulto – con gli occhi pieni di meraviglia, e avidi di scoperta e avventura, tipici dell’infanzia. Due outsider che si uniscono alla compagnia ideale, la piccola Giulia, in lotta col bullo del paese Ercole, e decisa a dargli il fatto suo nell’imminente Portorosso Cup.

Tutto per una Vespa
Luca (2021) recensione

La trama di Luca parte dagli abissi a largo della riviera, in cui il piccolo mostro marino Luca Paguro vive con la sua famiglia. Il ragazzino ha una naturale curiosità di scoprire cosa c’è sopra la superficie dell’acqua, ma trova sempre sulla sua strada i moniti di sua madre, che lo mette in guardia dai pericolosi e malvagi esseri umani. Un giorno, la curiosità di Luca ha la meglio, e porta il ragazzino fuori, sulla riva, dove il suo corpo a scaglie si trasforma immediatamente in un corpo umano; qui fa amicizia con Alberto Scorfano, altro mostro marino suo coetaneo, che vive da tempo fuori dall’acqua. I due stringono un fortissimo legame; Luca, stimolato dalla foto di una Vespa appesa alla parete della dimora di Alberto, decide di andare nel vicino paese di Portorosso per procurarsi lui stesso una Vespa, con cui lui e l’amico potranno girare il mondo e vedere nuovi luoghi. Per raggiungere lo scopo, i due dovranno vincere il premio in denaro della Portorosso Cup, in team con la nuova amica Giulia.

Temi classici, nuovo setting
Luca (2021) recensione

A lungo atteso, specie per la peculiarità del soggetto – l’ambientazione italiana in una precisa fase storica – e per la curiosità di vedere all’opera il primo regista italiano della Pixar (Enrico Casarosa, già autore del corto La luna), Luca è soprattutto un gioioso inno all’infanzia, alla forza dell’amicizia infantile, e a una stagione dell’anno – l’estate – in cui i sogni sembrano a portata di mano, il tempo appare sospeso, e la libertà di due ragazzini praticamente senza confini. La meraviglia con cui il protagonista osserva un mondo per lui “alieno” (prima la piccola isola in cui vive Alberto, con la torre piena di souvenir trafugati agli umani, poi le colorate e allegre strade di Portorosso) riflette la meraviglia infantile di una stagione della vita in cui tutto è trasfigurato, magico, foriero di piccoli prodigi e di possibili, nuove, scoperte. C’è il tema dell’avventura e della scoperta, nonché del naturale contrasto con l’istinto “conservatore” della famiglia d’origine (già visti in Coco, ma anche nel disneyiano Oceania, con cui il film condivide l’analogo personaggio della nonna del protagonista); c’è il tema dell’incontro con la diversità, la difficoltà di accettazione di quest’ultima (da ambo le parti) e infine la rivendicazione orgogliosa della propria differenza. Temi che tornano ciclicamente nelle opere Pixar, e che qui si vanno a innestare su un setting del tutto nuovo.

L’arte del sogno
Luca (2021) recensione

L’accuratezza tecnica del film di Casarosa, la precisione con cui vengono riprodotte strade, viottoli e piazze di una cittadina costiera italiana – con l’accompagnamento di un’opportuna colonna sonora d’epoca – si estende fino al mondo degli abissi, al blu striato di verde della dimora sottomarina del protagonista, ai giochi di luce sulla superficie dell’acqua, ai cromatismi raffinati e alle visioni fantastiche di Luca, tra stelle che diventano pesci, la luna trasformata in un’enorme balena, e la sognata Vespa magicamente capace di levarsi in volo. L’usuale, alto livello tecnico delle opere Pixar si mette qui al servizio di un’ambientazione insolita, guardata tuttavia “ad altezza di bambino”, chiamando inevitabilmente lo spettatore ad assaporare un po’ della magia di quello sguardo infantile. La visione della Vespa come status symbol nel mondo adulto, quella che spinge il villain Ercole a pavoneggiarsi di fronte a tutti gli abitanti del paese, viene contrapposta a quella pura e unicamente “funzionale” dei due protagonisti, che non a caso si accontenterebbero di un modello di livello più basso, essendo la loro voglia di possesso dell’oggetto subordinata all’esigenza di viaggio e scoperta.

Omaggi e (piccole) incertezze

Con chiari omaggi al cinema (e alla poetica tutta) di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli (viene in mente Ponyo sulla scogliera, ma soprattutto l’indimenticata serie Conan – Il ragazzo del futuro) Luca mette in scena il confronto con la diversità e l’eterno scontro uomo-natura, sullo sfondo di un’avventura che mantiene lo sguardo avido (di visioni, esperienze e scoperte) del suo giovane protagonista. Rispetto ad altri film Pixar – pensiamo soprattutto al recente Soul, o al precedente Inside Out – quello di Casarosa potrebbe essere considerato un film più classico, per certi versi più vicino alla poetica Disney, più trasparente nei suoi temi e nel modo in cui vi si approccia. La seconda parte del film, di cui ovviamente preferiamo non svelare niente, mostra qualche forzatura narrativa e (forse) una certa fretta nell’arrivare al finale; la scelta del minutaggio (poco più di novanta minuti) ha probabilmente nuociuto in piccola parte a una storia che, nella sua frazione conclusiva, chiamava a uno sviluppo più articolato e a una diversa e più credibile gestione dei personaggi secondari. Si tratta, tuttavia, di sbavature che non pregiudicano, nel complesso, la godibilità dell’opera, e i suoi comunque alti valori tecnici e narrativi. Cambiando luogo e tempo di ambientazione, la Pixar resta fedele a se stessa, ma non perde, nella sostanza, la profondità e l’intelligenza con cui mette in scena le sue storie.

Luca (2021) poster locandina

Titolo originale: Luca
Regia: Enrico Casarosa
Paese/anno: Stati Uniti / 2021
Durata: 95’
Genere: Animazione, Avventura, Commedia, Fantastico
Cast: Elisa Gabrielli, Emma Berman, Enrico Casarosa, Francesca Fanti, Giacomo Gianniotti, Gino D'Acampo, Gino La Monica, Jack Dylan Grazer, Jacob Tremblay, Jim Gaffigan, Jim Pirri, Jonathan Nichols, Lorenzo Crisci, Marco Barricelli, Marina Massironi, Maya Rudolph, Mimi Maynard, Peter Sohn, Sacha Baron Cohen, Sandy Martin, Saverio Raimondo
Sceneggiatura: Jesse Andrews, Mike Jones
Fotografia: David Juan Bianchi, Kim White
Montaggio: Catherine Apple, Jason Hudak
Musiche: Dan Romer
Produttore: Andrea Warren
Casa di Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 18/06/2021

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Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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