MACHETE KILLS

MACHETE KILLS

Sequel uscito nel 2013, che riprende lo spirito punk e cialtronesco del suo predecessore, Machete Kills è giocoso e nostalgico (dell’exploitation che fu) in modo più genuino e consapevole di tanti esempi simili, contemporanei e successivi. Robert Rodriguez avrebbe voluto proseguire ulteriormente il discorso con un terzo episodio, ma ha poi messo da parte questo proposito. Per ora.

Never fuck with a Machete

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Nel 2013, un Robert Rodriguez non ancora catturato da James Cameron e dal suo (ridimensionato) progetto di Battle Angel Alita –né tantomeno dalle sirene del cinema per ragazzi di Netflix – offriva al suo pubblico della gustosa exploitation portata in serie A. E perché no? Sei anni prima, nel 2007, il suo Planet Terror, prima metà del progetto quattro mani chiamato Grindhouse, era stato apprezzato quasi quanto la metà realizzata dal demiurgo del progetto, Quentin Tarantino; al punto che uno dei fake trailer presenti nel film – Machete, appunto – era successivamente diventato un film. Perché, allora, non spingere questo “scherzo divenuto cinema” ancora più in là? Nel 2013, Rodriguez richiama dal primo capitolo il monolitico Danny Trejo, la partner Michelle Rodriguez, e gli amici Tom Savini e Jessica Alba, affianca loro una bella galleria di volti noti (tra gli altri, quelli di Mel Gibson, Demián Bichir, Amber Heard, Sofía Vergara, Lady Gaga e Antonio Banderas), shackera il tutto con una basilare trama action-bellico-spionistica, e confeziona così questo Machete Kills. Il gioco doveva proseguire ulteriormente, tanto che in apertura, sui titoli di testa, Rodriguez piazza subito il fake trailer dell’ipotetico sequel Machete Kills Again… in Space!: un trailer che stavolta, tuttavia, non ha dato origine a nessun film, a dispetto dei propositi. O almeno è stato così per ora: ma di anni forse ne sono già passati troppi. O forse no, chissà.

Machete is back in action

Machete Kills, Demián Bichir e Danny Trejo in una scena del film
Machete Kills, Demián Bichir e Danny Trejo in una scena del film di Robert Rodriguez

In ogni caso, il plot di Machete Kills è basilare cosi come ci si aspetterebbe da un’operazione del genere: l’ex federale Machete Cortez, reduce dallo scontro col signore della droga Rogelio Torrez e col viscido, razzista senatore McLaughlin, è affranto per la perdita della sua compagna di lavoro e di vita, Zoe Sartana, caduta in un’opeazione contro i narcos sul confine col Messico. Dopo aver evitato di finire a sua volta ucciso, Machete riceve una consegna da parte del presidente degli Stati Uniti: scovare un pericoloso terrorista messicano, Marcos Mendez, che, stando alle informazioni dell’intelligence, avrebbe un missile nucleare puntato su Washington D.C., pronto a distruggere la città. La richiesta del terrorista sarebbe quella di un intervento americano contro le corrotte autorità del Messico, colluse coi narcotrafficanti; Machete dovrà così penetrare in territorio messicano per sincerarsi della verità delle informazioni, per poi eventualmente eliminare il terrorista. Tuttavia, l’ex federale si renderà presto conto che Mendez, creduto leader di una struttura terroristica, è in realtà un tassello di un disegno più ampio.

Revival cialtrone e consapevole

Machete Kills, Michelle Rodriguez in azione in una scena del film
Machete Kills, Michelle Rodriguez in azione in una scena del film di Robert Rodriguez

Abituati, e addirittura fidelizzati, a un personaggio come quello di Machete, gli spettatori del 2013 sapevano perfettamente cosa aspettarsi da un prodotto come questo: e Machete Kills, a dispetto degli ingenerosi giudizi della critica dell’epoca, non li ha delusi. Quella di Robert Rodriguez è pura, gioiosa exploitation post-tarantiniana, che guarda agli anni ‘70 con un misto di nostalgia e ironia destrutturante (in un periodo in cui il concetto di nostalgia non era ancora così inflazionato e pacchettizzato come oggi); un approccio capace di divertirsi e di divertire col cinema reiterando lo stesso gusto cialtronesco e punk – ma con i soldi di una major – che il più noto collega aveva sdoganato con tanta naturalezza. Certo, Rodriguez non è neanche lontanamente Tarantino, anche quando quest’ultimo si è voluto “mascherare” in qualche modo presentandosi in tandem col collega: e questo, a un occhio appena allenato, era già evidente ai tempi di Grindhouse. L’onda lunga dell’ironico double feature tarantiniano (curiosamente quasi rinnegato, anni dopo, dallo stesso regista) aveva dato il “la” a una serie di operazioni che in qualche modo ne replicavano le basi di partenza, senza tuttavia averne la consapevolezza: si pensi, restando al periodo in cui uscì questo film di Rodriguez, al quasi contemporaneo L’uomo con i pugni di ferro, o al precedente, improbabile Bitch Slap – Le superdotate. Giochi, esempi in serie di un revival con meno pretese (e in fondo più simpatico) di quello che avrebbe caratterizzato il periodo successivo Stranger Things e – soprattutto – i suoi derivati.

Caricature (im)probabili

Machete Kills, Charlie Sheen in una scena del film
Machete Kills, Charlie Sheen in una scena del film di Robert Rodriguez

Machete Kills, al pari del suo predecessore, è comunque collocabile su un gradino superiore rispetto agli esempi sopra citati. Il film di Robert Rodriguez è infatti, con tutta evidenza, l’opera di un cineasta che il cinema lo conosce, che scherza coi suoi personaggi senza abusare dei cliché, che si diverte con lo splatter cartoonesco senza però perdere di vista la necessità di una narrazione. Non solo il regista, in questo sequel, costruisce un pur elementare climax, ma porta sullo schermo anche uno spaccato caricaturale, certo eccessivo e grottesco – ma non poi così distante dal vero – di certa politica conservatrice americana. Si era ancora in piena epoca-Obama, non dimentichiamocelo: la successiva ascesa al potere di Donald Trump si sarebbe incaricata, poi (come spesso accade) di fare in modo che la realtà superasse la fantasia. Pensare a ciò che è stato Trump fa quasi rimpiangere – anzi, togliamo pure il quasi – la cialtronesca figura di presidente americano interpretata da Charile Sheen; e l’intreccio tossico tra politica, affari e psicopatie megalomani ben incarnato dal produttore d’armi col volto di Mel Gibson, è anch’esso tutt’altro che inventato.

Ma comunque, al di là di un bozzetto politico che ovviamente va preso per quello che è, Machete Kills offre esattamente ciò che i fans si aspettano: azione iperviolenta con punte giocosamente splatter, violenza da cartoon, un antieroe tanto statuario e improbabile che non si può non tifare per lui, e in ultimo un’esplosiva galleria di presenze femminili: tornata Michelle Rodriguez, e uscita di scena nei minuti iniziali Jessica Alba, entrano (tanto per non far rimpiangere la collega) Sofìa Vergara, Amber Heard e Vanessa Hudgens, oltre a una Lady Gaga che con disinvoltura si scambia il volto – e non è un modo di dire – con quelli di Antonio Banderas e Cuba Gooding Jr. I botti, e l’intrattenimento, sono assicurati, con promessa (per ora non mantenuta) di proseguire il discorso lassù, nello spazio profondo. Se prima o poi il proposito fosse ripreso, non lo nascondiamo, non ci dispiacerebbe affatto.

Machete Kills, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: Machete Kills
Regia: Robert Rodriguez
Paese/anno: Stati Uniti, Russia / 2013
Durata: 107’
Genere: Azione, Thriller
Cast: Amber Heard, Antonio Banderas, Danny Trejo, Demián Bichir, Lady Gaga, Michelle Rodriguez, Tom Savini, Vanessa Hudgens, Walton Goggins, Alexa PenaVega, Charlie Sheen, Cuba Gooding Jr., Elon Musk, Marko Zaror, Mel Gibson, Sam Medina, Sofía Vergara
Sceneggiatura: Kyle Ward
Fotografia: Robert Rodriguez
Montaggio: Rebecca Rodriguez, Robert Rodriguez
Musiche: Robert Rodriguez, Carl Thiel
Produttore: Marina Bespalov, Aaron Kaufman, Iliana Nikolic, Tom Proper, Oleksandr Yukhymovych Rodnyanskyy, Robert Rodriguez, Douglas Aarniokoski, Rick Schwartz, Sergei Bespalov
Casa di Produzione: Overnight Films, AR Films, Aldamisa Entertainment, Demarest Films, 1821 Pictures, Quick Draw Productions
Distribuzione: Lucky Red

Data di uscita: 07/11/2013

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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