MOON KNIGHT 1X01 – 1X02

MOON KNIGHT 1X01 – 1X02

Creata da Jeremy Slater

Preceduta da un battage pubblicitario che ha sottolineato la condizione del protagonista – eroe alle prese con un disturbo dissociativo dell’identità – Moon Knight appare, in questi primi due episodi, abbastanza indipendente dal resto del Marvel Cinematic Universe: una scelta che contrasta con la normale tendenza alla continuity del franchise, per un prodotto che mostra finora un buon equilibrio tra humour, mood avventuroso e approccio (relativamente) dark. Dal 30 marzo su Disney+.

Il supereroe lunare

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L’uscita di Moon Knight, nuova serie targata Disney+ interna al Marvel Cinematic Universe, ha generato una certa dose di curiosità fin dal suo annuncio, in particolare per la sua proposizione, dichiarata dai vertici Marvel, di presentare per la prima volta un supereroe alle prese con un disturbo mentale. Un lancio pubblicitario un po’ azzardato, invero, specie laddove si pensi alla lettura – nel segno di una problematicità che, se non è dichiaratamente “psichiatrica”, comunque ci si avvicina – data al personaggio di Bruce Wayne dal recente The Batman; inoltre, a ben vedere, la figura del supereroe fragile e alle prese con vari gradi di disagio psicologico (in sé non contrastante con l’interpretazione dei “supereroi con superproblemi” portata al successo proprio dalla Casa delle Idee) è tutt’altro che nuova, sia nei fumetti che nell’audiovisivo. La stessa figura di Moon Knight, d’altronde, viene da un fumetto del 1975, la cui versione dell’Universo Ultimate (che lo presentava come un individuo con un disturbo dissociativo dell’identità) fa da ispiratrice diretta per il personaggio qui interpretato da Oscar Isaac. Un personaggio che comunque, questo va detto, rappresenta un’interessante variazione rispetto alle figure di supereroi presentate finora dall’universo Marvel, almeno per come è stato introdotto in questi primi due episodi della serie creata da Jeremy Slater.

Un ospite nella mente

Moon Knight, Oscar Isaac si confronta col suo doppio, in una scena della serie Disney+
Moon Knight, Oscar Isaac si confronta col suo doppio, in una scena della serie Disney+

Nella versione qui presentata, il futuro eroe si chiama Steven Grant, tranquillo impiegato londinese di un negozio di souvenir interno a un museo; l’uomo, solitario e un po’ eccentrico, è costretto a dormire con delle cavigliere che lo tengono legato al letto, a causa dei suoi frequenti episodi di sonnambulismo. Steven a un tratto inizia a sperimentare vuoti di memoria, veri e propri “buchi” nella percezione che gli fanno perdere frazioni di tempo sempre più estese, a volte intere giornate; l’uomo, inoltre, si ritrova a essere tormentato da incubi sempre più realistici, nonché da una voce che gli chiede di “lasciare il controllo”. Quando un personaggio incontrato in un incubo si presenta al museo con fare minaccioso, chiamandolo “Marc”, Steven scopre che i suoi episodi non sono solo incubi: nel suo corpo, infatti, vive anche la mente del mercenario Marc Spector, un individuo inseguito da emissari di un antico dio egizio, col quale l’uomo ha un misterioso legame. Tra la consapevolezza di essere in pericolo e la paura di aver perso del tutto il senno, Steven trova una traccia nell’incontro con Layla, una misteriosa ragazza che sostiene di essere sua moglie. Ma Layla si rivelerà essere parimenti in pericolo.

Una storia che cammina da sola

Moon Knight, Ethan Hawke e Oscar Isaac in una scena della serie Disney+
Moon Knight, Ethan Hawke e Oscar Isaac in una scena della serie Disney+

Se si vuole fare una (rozza) classificazione delle serie che finora hanno popolato il Marvel Cinematic Universe almeno quelle prodotte negli ultimi anni da Disney+ Moon Knight sembra appartenere decisamente alla categoria più improntata al fantasy: quella di cui fanno parte anche WandaVision e Loki, per intendersi, contrapposta al “realismo” più tendente alla spy story di The Falcon and the Winter Soldier e Hawkeye. Anche il legame con le altre opere del MCU, a ben vedere, sembra più dichiarato che effettivo, vista l’ambientazione londinese e la presenza di un eroe che finora non era stato nemmeno menzionato nei vari installment della saga; un eroe protagonista di una storia che sembra essere abbastanza slegata dalle altre linee narrative del franchise. Un’”indipendenza” che forse verrà meno nei prossimi episodi (questo non possiamo saperlo) vista la tendenza alla continuity che ha finora caratterizzato il ramo televisivo del franchise Marvel, almeno da quando è passato nelle mani di Disney+. Comunque, al momento Moon Knight sembra essere pensata come una storia capace di stare sulle proprie gambe – e questo ci sembra un bene – fruibile a prescindere dalla conoscenza o meno dei precedenti lavori (cinematografici e televisivi) dello studio di Kevin Feige.

Basi promettenti

Moon Knight, un Oscar Isaac trasformato in un'immagine della serie Disney+
Moon Knight, un Oscar Isaac trasformato in un’immagine della serie Disney+

Questi primi due episodi della serie non lesinano comunque nel proporre l’humour di marca Marvel, tutto concentrato in un protagonista che risulta fin dall’inizio consapevole delle sue eccentricità, e della sua frequente inadeguatezza sociale. Non siamo troppo lontani, quindi, dalla narrativa dei “superproblemi” di cui si diceva in apertura: se non fosse che questi vengono declinati qui in una chiave più dark rispetto a quella degli altri personaggi dello studio di Kevin Feige, con soluzioni visive che (specie nelle apparizioni del dio Khonshu, che ha la voce di F. Murray Abraham) rasentano sovente l’horror. Sarà forse per questo approccio (relativamente) più dark, o forse per la delicatezza dei temi trattati, che la serie è stata classificata negli USA col rating TV-14, equivalente a un divieto ai minori di 14 anni. Sia quel che sia, in Moon Knight a prevalere è ancora una volta il ben collaudato mix di mood avventuroso (che qui si colora di esotismo, vista l’adocchiata ambientazione egiziana) e umorismo, con la gradita aggiunta di un personaggio che, un po’ come in Memento, cerca di ricostruire la sua storia in un’interessante opera di detection. Le sequenze in cui il protagonista appare nella sua veste super-eroistica sono state finora numericamente limitate, mentre sembra promettere bene il villain col volto di un insolito Ethan Hawke. Il ritmo, garantito dalla regia di Mohamed Diab (apprezzato cineasta egiziano, il primo a dirigere un’opera Marvel) è piuttosto alto, a dispetto della natura introduttiva di questi primi due episodi. Le basi per un nuovo successo – ma anche, in definitiva, per una serie valida, possibilmente priva dei cali di ritmo che hanno caratterizzato gli ultimi prodotti televisivi Marvel – sembrano essere state poste.

Moon Knight poster
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Scheda

Titolo originale: Moon Knight
Creata da: Jeremy Slater
Regia: Justin Benson, Mohamed Diab, Aaron Moorhead
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Genere: Avventura, Azione, Fantastico
Cast: Ethan Hawke, F. Murray Abraham, Gaspard Ulliel, Oscar Isaac, Lucy Thackeray, May Calamawy, Saffron Hocking
Sceneggiatura: Sabir Pirzada, Alex Meenehan, Doug Moench, Michael Kastelein, Jeremy Slater, Beau DeMayo, Don Perlin, Peter Cameron
Montaggio: Ahmed Hafez, Joan Sobel
Musiche: Hesham Nazih
Produttore: Brad Winderbaum, Jeremy Slater, Kevin Feige, Victoria Alonso, Louis D'Esposito, Mohamed Diab, Oscar Isaac
Casa di Produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 30/03/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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