LICANTROPUS

LICANTROPUS

Questo Licantropus, special targato Disney+ di poco meno di un’ora, si inserisce nel tentativo di esplorazione di un lato più oscuro e “horror” del Marvel Cinematic Universe; l’accattivante estetica di questo mediometraggio diretto da Micheal Giacchino, tuttavia, cela un’anima in fondo affine agli altri lavori dello studio, oltre a una scarsa propensione a osare.

Marvel Spooky Universe

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La decisione da parte dei Marvel Studios di esplorare un lato (teoricamente) più oscuro del Marvel Cinematic Universe – già introdotta dal recente Doctor Strange nel Multiverso della Follia – viene ulteriormente portata avanti da questo Licantropus, speciale distribuito da Disney+ a partire dal 7 ottobre, come sorta di “antipasto” pre-Halloween. L’ispirazione, per questo mediometraggio televisivo di circa 54 minuti, è il personaggio del lupo mannaro Jack Russell aka Licantropus, presentato negli albi Marvel dal 1972 in una testata dedicata, e successivamente divenuto organico alle storie (e al più vasto universo) della casa di Stan Lee. Una scelta nel segno della continuity che, almeno nei propositi dichiarati da Kevin Feige, dovrebbe tradursi in un’analoga integrazione del personaggio interpretato da Gael García Bernal nell’universo cinematografico e televisivo dei Marvel Studios, inserendosi in una sua parte più improntata ad atmosfere dark e confinanti con l’horror. Una continuity di cui comunque, in questo speciale diretto da un Michael Giacchino passato per l’occasione dietro la macchina da presa (intitolato in originale come il fumetto, Werewolf by Night) non ci sono molte tracce, al di là della sigla iniziale col logo Marvel opportunamente riadattata, e di un prologo che dichiara allo spettatore che ci si trova nello stesso universo in cui operano gli Avengers.

Che la caccia abbia inizio

Licantropus, una creatura
Licantropus, una creatura nel film

La fotografia in bianco e nero di Zoe White – qui al suo primo lavoro per lo studio di Kevin Feige – ci introduce nella storia, incentrata su un’antica casata di cacciatori di mostri e sulla contesa per il possesso della potente reliquia che dà loro il nome, la Bloodstone; questa, simbolo del potere della famiglia e appartenuta al defunto patriarca Ulysses Bloodstone, dovrà essere passata al cacciatore più meritevole, che erediterà così il potere del capofamiglia e il dominio sulla corporazione dei cacciatori. La competizione, organizzata dalla moglie di Ulysses, Verusa, nell’antico castello di famiglia, avrà per oggetto la caccia e l’uccisione di un pericoloso mostro, imprigionato all’uopo nel maniero; tra i contendenti ci sono Elsa Bloodstone, figlia ribelle di Ulysses allontanatasi dalla tradizione, e Jack Russell, un licantropo che ha imparato a controllare la sua sete di sangue, segretamente intenzionato a far fuggire la creatura imprigionata. Mentre la contesa inizia, coi cacciatori pronti a uccidersi tra loro per entrare in possesso del prezioso oggetto, Jack ed Elsa stringono segretamente un accordo, nel comune intento di mandare a monte i piani di Verusa e dei Bloodstone.

Lo sguardo al passato

Licantropus, Laura Donnelly in una inquietante immagine
Licantropus, Laura Donnelly in una inquietante immagine del film

La “divergenza” dichiarata di questo Licantropus, rispetto ai lavori più canonici del Marvel Cinematic Universe, sta innanzitutto nel suo look, che consapevolmente cita i classici della Universal in un denso bianco e nero low-fi, che in alcuni punti simula anche i graffi e le bruciature della pellicola; una ricercata assonanza – con l’horror di quasi un secolo fa – che viene confermata anche dai gotici interni del maniero (con tanto di mostruosi, “gommosi” trofei appesi ai muri) e soprattutto dalla colonna sonora dello stesso Giacchino, incentrata su un main theme di marca vintage capace di imprimersi efficacemente nella memoria. Il gusto dichiarato di questo speciale per un’artigianalità che guarda al passato è confermato anche dal design della creatura – ricalcato fedelmente sulla sua controparte dei fumetti – e nel make-up poco marcato della versione trasformata del protagonista, modificata qui quel tanto che basta a far capire allo spettatore che è di fronte a un lupo mannaro; una scelta introdotta da una sequenza di trasformazione che volutamente (ed efficacemente) frustra le aspettative di chi si aspettava un rimando al Rick Baker di Un lupo mannaro americano a Londra, guardando invece ancora più indietro.

Still Marvel

Licantropus, Gael García Bernal in un teso momento
Licantropus, Gael García Bernal in un teso momento del film

Un po’ com’è stato per WandaVision (su scala, ovviamente, infinitamente più ridotta) l’originalità e la componente più ricercata e cinefila di Licantropus restano confinate alle fasi iniziali – in particolar modo all’efficace prologo, e alla successiva introduzione del protagonista – cedendo poi il passo a un andamento e a un’atmosfera che si confanno più fedelmente al canone Marvel. Una decisione che non deve stupire, anche in virtù di un format contratto – e di una collocazione su piattaforma – che con ogni probabilità lasciavano ancor meno spazio alla sperimentazione, rispetto a un’ipotetica collocazione cinematografica. Da quando il protagonista interpretato (bene) da Gael García Bernal viene a contatto coi suoi futuri avversari, insomma, la componente “spooky” di questo speciale viene confinata a coloritura di facciata, o se si preferisce a semplice patina esterna; una patina – pur accattivante – che riveste una vicenda che rapidamente rientra nei canoni, con i classici joke di marca Marvel (magari rimpallati tra uomo e mostro: ma anche a questo, a ben vedere, siamo abbastanza abituati) e una buona dose d’azione, innervata da limitati quantitativi di emoglobina. Siamo, insomma, dalle parti di un Morbius diretto meglio, confezionato con più criterio e con un’estetica più accattivante, ma dalle basi in fondo affini; in più, la durata limitata non consente un grande approfondimento dei personaggi (in primis dei due protagonisti, i cui background restano appena accennati) lasciando la loro reale scoperta a ipotetici sequel. Da una parte, ai fans dello studio di Feige farà piacere ritrovarsi su un terreno non troppo distante da quello delle storie a cui si è abituati, pur nella piacevole variante in chiave creep; resta il fatto, tuttavia, che c’erano probabilmente i margini per sperimentare, e osare, un po’ di più. Peccato.

Licantropus, la locandina
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Scheda

Titolo originale: Werewolf by Night
Regia: Michael Giacchino
Paese/anno: Stati Uniti / 2022
Durata: 54’
Genere: Horror, Fantastico
Cast: Gael García Bernal, Eugenie Bondurant, Harriet Sansom Harris, Laura Donnelly, Al Hamacher, Kirk R. Thatcher, Leonardo Nam
Sceneggiatura: Peter Cameron, Heather Quinn
Fotografia: Zoë White
Musiche: Michael Giacchino
Produttore: Kevin Feige
Casa di Produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 07/10/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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