BANG BANG BABY 1X06 – 1X10

BANG BANG BABY 1X06 – 1X10

Creata da Andrea Di Stefano

Voto: 7

Giunta con quasi due settimane di ritardo sulle previsioni iniziali, la seconda metà di Bang Bang Baby porta a compimento l’arco narrativo della giovane Alice, approfondendo nel contempo molti dei personaggi che le si muovono attorno. Il risultato è visivamente accattivante, interessante nel suo mescolare il gusto pop e citazionistico in voga in questi anni con la tradizione del crime televisivo italiano. Una miscela con più di un motivo di interesse.

Alice tra due fuochi

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Inizialmente prevista per il 19 maggio, quest’attesa seconda parte di Bang Bang Baby è infine approdata nel catalogo Amazon poco meno di un paio di settimane dopo, in un periodo in cui l’attenzione per la serialità pare monopolizzata dagli arrivi, sulle piattaforme concorrenti, dei “pezzi da novanta” Stranger Things 4 e Obi-Wan Kenobi. Una collocazione che, probabilmente, ha fatto un po’ calare l’attenzione sulla seconda parte delle avventure di Alice Barone, adolescente degli anni ‘80 residente nell’hinterland milanese, immersasi nel mondo della malavita per amore di suo padre. Questi cinque episodi conclusivi della serie creata da Andrea Di Stefano hanno scontato lo slittamento originario (legato, pare, a esigenze di post-produzione), con la successiva collocazione in un periodo di oggettivo dominio dei concorrenti d’oltreoceano. Un peccato, oggettivamente, perché queste cinque puntate hanno confermato quanto di buono la serie ci aveva fatto vedere nella sua prima metà; lo hanno fatto offrendo un riuscito mix di citazioni pop – siamo pur sempre negli eigthies, e la serie non manca, a ogni episodio, di ricordarcelo –, fedeltà alla natura noir del soggetto, e descrizione dall’interno dell’ambiente criminale. Una nuova/vecchia via possibile per la serialità italiana, che non rinnega il passato recente dei vari Romanzo criminale e Gomorra, ma ne integra le basi in una dimensione più fresca e originale.

Alice e Santo, destini intrecciati

Bang Bang Baby - Parte 2, Adriano Giannini in una scena
Bang Bang Baby – Parte 2, Adriano Giannini in una scena della serie

Alla fine della prima metà della serie, avevamo lasciato la giovane Alice in auto con suo padre Santo, ferito gravemente dal colpo esploso da Nereo Ferraù, in cerca di vendetta per la morte di suo fratello. Alice, resasi conto dell’opportunismo e dell’intima natura criminale del genitore, decide di salvargli la vita per poi rompere per sempre con lui, tornando alla sua vita precedente. Tuttavia, la ragazza dovrà presto realizzare che tagliare i ponti con una famiglia di malavitosi, perdipiù nel bel mezzo di una faida, è tutt’altro che un obiettivo facile; in più, la madre Gabriella, che finora tanto aveva fatto per tenere la ragazza lontana dalla parentela criminale, sembra ancora subire il fascino dell’ex marito. Questi, da par suo, condannato a morte dai Ferraù, sembra ormai essere stato abbandonato anche dalla sua famiglia, guidata da sua madre, la crudele matriarca nonna Lina. Toccherà ancora ad Alice, suo malgrado, tentare di sistemare le cose, impedendo una guerra di ‘ndrangheta nel pieno del cuore di Milano.

I “nostri” eghties

Bang Bang Baby - Parte 2, Arianna Becheroni e Lucia Mascino in una scena
Bang Bang Baby – Parte 2, Arianna Becheroni e Lucia Mascino in una scena della serie

Come già i precedenti, questi cinque nuovi episodi di Bang Bang Baby mantengono forte l’iconografia eighties, articolandosi ognuno intorno a un elemento caratterizzante di quegli anni: la serie L’incredibile Hulk, il film The Day After – Il giorno dopo, le avventure della Charlie’s Angels, il cubo di Rubik, e infine gli onnipresenti anime giapponesi (qui citati nella forma di uno shojo che trasfigura fantasticamente la vicenda della serie). E poco importa, in fondo, che praticamente tutti questi elementi provengano in realtà dal decennio, o dai decenni, precedenti: i nostri anni ‘80, si sa, sono stati in realtà un coacervo di simboli e pezzi di immaginario di varia provenienza, rimescolati e assemblati da un mezzo (la televisione, in particolare quella commerciale) che proprio allora aveva iniziato ad affermare il suo potere. È da rilevare, come elemento positivo, che la serie creata da Andrea Di Stefano non tenti semplicemente di idealizzare il suo periodo di riferimento, accodandosi al trend in voga ormai da qualche anno; o meglio, pur laddove la calcolata nostalgia, e la voglia di strizzare l’occhio ai cinquantenni di oggi, sono certamente presenti, Bang Bang Baby mantiene sempre un ancoraggio concreto con la realtà del periodo che mette in scena, e in particolare con la sua specificità italiana. Una specificità che, attraverso la bulimia del mezzo televisivo (e del suo pubblico) copriva di lustrini, spot e visioni kitsch la realtà di un paese sull’orlo del baratro, preda di corruzione e criminalità infiltrate nel tessuto civile.

Gli archi narrativi

Bang Bang Baby - Parte 2, Antonio Gerardi in una sequenza
Bang Bang Baby – Parte 2, Antonio Gerardi in una sequenza della serie

Edulcorando un po’ la vicenda reale da cui trae ispirazione (quella di un’adolescente di origini italiane residente in Gran Bretagna, divenuta criminale per amore di suo padre), questa seconda metà di Bang Bang Baby porta a compimento l’arco narrativo della giovane Alice (l’ottima Arianna Becheroni), nel segno di un’educazione criminale che qui si diluisce in un coming of age tout court: un processo in cui la ragazza tenterà di integrare la riscoperta delle sue radici (radici intrise di morte e sangue) con un presente che, nella prima parte della storia, lei stessa pareva aver voluto rinnegare. Ma un po’ tutti i personaggi principali, in questa seconda metà della serie, evolvono e acquistano maggior consistenza, a cominciare da un Santo Barone – interpretato, bene, da Adriano Giannini – di cui iniziamo a vedere, tra le maglie del disperato istinto di sopravvivenza, un genuino attaccamento per sua figlia. Ma a risaltare maggiormente, in questi cinque episodi, è forse l’arco narrativo del killer Nereo Ferraù (col volto di Antonio Gerardi), outsider disperato e disperatamente folle, reietto sanguinario che cerca pace, prima ancora che nella vendetta, nel calore di una love story proibita. Evoluzioni personali, svelamenti di lati nascosti dei rispettivi caratteri, accelerazioni nel segno di improvvisi accessi di violenza (e, in questo, la parte del leone la fa di nuovo il personaggio della spietata nonna Lina, interpretata da Dora Romano) inseriti in un coerente e collaudato contenitore noir, che non ignora ciò che il genere ha fatto vedere – specie sul piccolo schermo – nel corso degli ultimi anni.

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Un esperimento da proseguire?

Bang Bang Baby - Parte 2, Arianna Becheroni e Giuseppe De Domenico in una scena
Bang Bang Baby – Parte 2, Arianna Becheroni e Giuseppe De Domenico in una scena della serie

Visivamente, questi nuovi episodi di Bang Bang Baby confermano il gusto pop che aveva caratterizzato la prima metà della serie, ma anche la natura di quest’ultimo di patina giocosa, ingannevolmente accattivante, atta a coprire una sostanza di morte e oscurità. Due elementi che la serie ben integra per tutta la sua durata, sfruttando sì (con mestiere) il trend nostalgico in voga in questi anni, ma non dando quasi mai l’impressione di barare con l’elemento citazionistico. Laddove Stranger Things punta a portare lo spettatore indietro nel tempo, operando anche alcune (inevitabili?) semplificazioni sul periodo messo in scena, la serie di Andrea Di Stefano trasfigura gli anni ‘80 e la luminescenza patinata delle loro immagini, giocando con la percezione e sovrapponendo il punto di vista dello spettatore a quello della protagonista. Il risultato, nei suoi accessi da dark comedy alternati a momenti intimi e persino dolenti (un altro personaggio che si segnala, in questo senso, è la cugina di Nereo Ferraù, maga irretita dal sogno televisivo, interpretata da Giorgia Arena) è comunque compatto e coerente; e poco importa, in questo senso, che la conclusione pecchi un po’ di scarsa credibilità – oltre che di una sostanziale prevedibilità. Probabilmente, per le premesse poste, non c’era altro modo di concludere la vicenda di Alice; vicenda che forse, come esplicitamente adocchiato nell’ultima sequenza, potrebbe avere ancora degli sviluppi in futuro. L’esperimento, per ora, può dirsi complessivamente riuscito.

Bang Bang Baby - Parte 2, la locandina

Scheda

Titolo originale: Bang Bang Baby
Creata da: Andrea Di Stefano
Regia: Giuseppe Bonito, Margherita Ferri, Michele Alhaique
Paese/anno: Italia / 2022
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Adriano Giannini, Antonio Gerardi, Arianna Becheroni, Dora Romano, Enea Barozzi, Ernesto Mahieux, Katia Greco, Lucia Mascino, Nicola Nicchi, Carmelo Giordano, Christina Andrea Rosamilia, Denise Capezza, Giorgia Arena, Giuseppe De Domenico, Pietro Paschini
Sceneggiatura: Chiara Barzini, Virginia Virilli, Andrea Di Stefano, Valentina Gaddi, Sebastiano Melloni
Fotografia: Francesco Di Pierro, Timoty Aliprandi, Daria D'Antonio, Vittorio Omodei Zorini
Montaggio: Ilaria Fraioli, Marcello Saurino, Federica Forcesi
Musiche: Santi Pulvirenti
Produttore: Lorenzo Gangarossa, Mauro Monachini, Luchino Visconti di Modrone, Mario Gianani, Lorenzo Mieli
Casa di Produzione: Enormous films, Wildside, Amazon Studios, The Apartment
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 31/05/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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