TREDICI VITE

TREDICI VITE

Con piglio vigoroso e spettacolare, che tuttavia non esclude la fedeltà agli eventi, Ron Howard fa in Tredici vite una pregevole ricostruzione di un drammatico fatto di cronaca, fortunatamente coronato da esito positivo. Un lavoro in cui il regista ribadisce la sua abilità di solido narratore per immagini, evitando intelligentemente qualsiasi retorica.

Il miracolo di Tham Luang

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Dopo il documentario targato National Geographic The Rescue – In trappola negli abissi – distribuito in Italia da Disney+, e oggetto di un breve passaggio cinematografico con Wanted Cinema – arriva su Prime Video l’attesa trasposizione in forma di fiction degli eventi del 2018 di Tham Luang, che videro il salvataggio di tredici ragazzi rimasti intrappolati in una grotta allagata. L’incidente in questione, che tenne la Thailandia (e non solo) col fiato sospeso, e coinvolse soccorritori da tutto il mondo, aveva in realtà già avuto una prima trasposizione cinematografica nel film locale The Cave, interpretato da molti dei reali protagonisti della vicenda, passato tuttavia quasi inosservato a livello internazionale; questo Tredici vite, invece, punta a restituire in forma narrativa e spettacolare – con l’appeal della grande produzione hollywoodiana, e un regista come Ron Howard – un salvataggio dai più considerato miracoloso, coronato da successo principalmente grazie all’esperienza e all’intuito dei due speleologi britannici Richard Stanton e John Volanthen, e al fondamentale apporto del medico anestesista Richard Harris. Un’unione di forze che il film di Howard descrive attraverso una cronistoria puntuale e dettagliata degli eventi, che ben mette in evidenza anche gli altri apporti (in primis quello della squadra di civili che contribuì a deviare l’acqua che stava inondando la grotta) che contribuirono al felice esito della vicenda.

Una missione impossibile?

Tredici vite, una tesa sequenza del film
Tredici vite, Colin Farrell, Viggo Mortensen e Joel Edgerton in una tesa sequenza del film di Ron Howard

L’incidente raccontato dal film, verificatosi tra i mesi di giugno e luglio del 2018, vide i membri di una giovane squadra di calcio locale rimanere bloccati, insieme al loro allenatore, in una grotta della provincia thailandese di Chiang Rai, subito dopo l’allenamento quotidiano. Il rapido allagamento della grotta, provocato dall’improvviso scatenarsi delle piogge monsoniche, rese impossibile l’uscita delle tredici persone intrappolate, ma anche l’ingresso delle squadre di soccorritori. Dopo giorni di tentativi vani dei Navy SEAL locali, e dei molti volontari intervenuti sul posto, le autorità decisero di puntare sull’aiuto di due speleologi britannici dilettanti, Richard Stanton e John Volanthen, rispettivamente capo dei vigili del fuoco in pensione e consulente informatico; i due, rivelatisi gli unici capaci di muoversi negli stretti cunicoli inondati dall’acqua della struttura, riuscirono in breve a localizzare i tredici dispersi, miracolosamente tutti vivi. Tuttavia, il problema da quel momento sarebbe stato quello di riportare a casa i dodici ragazzi e il loro giovane allenatore, già provati fisicamente e psicologicamente, attraverso quell’intricato dedalo di passaggi subacquei, impraticabili e potenzialmente letali anche per adulti esperti.

Un “evento” collettivo

Tredici vite, una sequenza del film
Tredici vite, Viggo Mortensen e Colin Farrell in una sequenza del film di Ron Howard

È un peccato non potersi avvicinare a un film come Tredici vite con occhio vergine, senza cioè l’inevitabile conoscenza degli eventi e del loro esito. Il nuovo lavoro di Ron Howard, infatti (arrivato, per il regista, dopo il flop di Elegia americana) mostra tutta l’abilità del cineasta americano nell’imbastire drammi spettacolari dal taglio classico, con un impianto visivo debitore al disaster movie degli anni che furono – il riferimento ovvio è al precedente Fuoco assassino, a sua volta epigono di una tradizione ben più antica – e una struttura narrativa capace di esaltare le psicologie, generando tensione con pochi e selezionati elementi. Qui, la sceneggiatura sceglie la fedeltà filologica agli eventi, con una scansione temporale ben delineata dei 18 giorni in cui la vicenda si snoda; a un’introduzione che ricostruisce l’impatto sociale dell’evento sulla vita della comunità locale, il carattere inevitabilmente “collettivo” della scomparsa dei tredici ragazzi (ben oltre la disperazione dei familiari) e le ricadute politiche – in primis sulla carriera del governatore locale – delle operazioni di salvataggio, segue il cuore del film, con l’ingresso in scena dei protagonisti interpretati da Viggo Mortensen e Colin Farrell, e la loro sostanziale presa in carico delle operazioni. Se la cronologia degli eventi ha costretto la sceneggiatura a posticipare l’introduzione dei due protagonisti, Howard riesce a caratterizzarli al meglio in medias res, motivandone le azioni e facendoli risultare – così come il medico col volto di Joel Edgerton, e il compagno interpretato da Tom Bateman – come personaggi a tutto tondo, pur nel minutaggio relativamente ridotto dei dialoghi.

Il valore del girato

Tredici vite, un'immagine tratta dal film
Tredici vite, Viggo Mortensen in un’immagine tratta dal film di Ron Howard

Tecnicamente pregevole, capace di alternare la claustrofobia dei cunicoli della grotta a esterni magnetici e minacciosi insieme (che si vogliono governati dalla presenza sovrannaturale della principessa Nang Non, personificazione della montagna), Tredici vite riesce a ricostruire in modo ottimale un fatto di cronaca che divenne evento collettivo e mediatico, con una risonanza estesa ben oltre i confini della Thailandia; lo fa esaltandone il carattere di impresa corale (ampio spazio viene dato all’attività dei volontari che operarono fuori dalla grotta) pur mantenendo il focus sui suoi protagonisti, centro narrativo del film e oggetto primario dell’identificazione spettatoriale. È decisamente apprezzabile il modo in cui il film di Howard – pur celebrando l’eroismo straordinario e “incosciente” dei tre protagonisti principali, e quello ordinario dei volontari che pomparono fuori l’acqua – riesce a evitare la retorica, scegliendo anche nel finale un tono decisamente all’insegna dell’understatement; un tono che evita di aggiungere enfasi a una vicenda già di suo dal forte portato emotivo. Il film sceglie di tenere più sfumata la componente politica della vicenda, lasciando tra parentesi la considerazione – espressa dalle interviste dei reali protagonisti nel già citato The Rescue – che un eventuale insuccesso si sarebbe tramutato, per loro, in una probabile incriminazione; in questo senso, il film di Ron Howard sembra più preoccupato della dimensione psicologica della vicenda (ivi compresa quella dei tredici dispersi) piuttosto che delle sue ricadute politiche. Una dimensione che comunque il regista lega ottimamente a una messa in scena tesa e priva di cedimenti, che non fa pesare affatto le due ore e mezza di durata; e proprio a questo proposito, in un periodo di blockbuster inutilmente dilatati, fa piacere vedere un film così grande – anche in termini di minutaggio – ma così al contempo così denso, consapevole del valore intrinseco di ogni sua singola inquadratura. Un pregio raro e prezioso.

Tredici vite, la locandina italiana
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Scheda

Titolo originale: Thirteen Lives
Regia: Ron Howard
Paese/anno: Regno Unito / 2022
Durata: 147’
Genere: Drammatico
Cast: Colin Farrell, Joel Edgerton, Tom Bateman, Viggo Mortensen, Achi Jinapanyo, Ensai O'Haire, Girati Sugiyama, Kaokuson Sorapap, Nophand Boonyai, Pasakorn Hoyhon, Paul Gleeson, Sukniran Sukcharoen, Tanatat Srita, Teeradon Supapunpinyo, Thanthapthai Chanin
Sceneggiatura: William Nicholson
Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom
Montaggio: James Wilcox
Musiche: Benjamin Wallfisch
Produttore: Jesse Ross, Vorakorn Ruetaivanichkul, Ron Howard, William M. Connor, P.J. van Sandwijk, Gabrielle Tana, Brian Grazer, Karen Lunder, Raymond Phathanavirangoon
Casa di Produzione: BRON Studios, Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), Xm2 Pursuit, Imagine Entertainment, Storyteller Productions, Magnolia Mae Films
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 05/08/2022

Trailer

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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