OCCHIO PER OCCHIO

OCCHIO PER OCCHIO

Disney+ distribuisce a sorpresa Occhio per occhio (Connect), serie di Takashi Miike prodotta in Corea del Sud, un’impressionante horror fest brulicante di esperimenti umani mutilati.

I corpi mutanti di Takashi Miike

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Non era neanche segnalato nelle anticipazioni per la stampa fornite da Disney+ l’attesissimo ultimo lavoro di Takashi Miike, Connect, intitolato appropriatamente Occhio per occhio in italiano. La miniserie ispirata a un webtoon coreano non è il primo adattamento di un’opera a fumetti da parte del perverso regista giapponese: nella sua prolifica carriera se ne contano molti – Crows Zero I e II, Yattaman, Ichi the Killer, MPD Psycho. L’immortale, Terra Formars, As the Gods Will, JoJo’s Bizarre Adventure: Diamond is Unbreakable e altri ancora – ma Connect segna la sua prima trasposizione di un fumetto della Corea del Sud e il suo primo k-drama. Sulla scia della nouvelle vague di questo paese, molti filmmaker e attori asiatici delle nazioni limitrofe si sono cimentati in produzioni propriamente Hallyu. Lo scorso festival del cinema di Cannes ha ospitato i coreani Le buone stelle – Broker del giapponese Hirokazu Kore-eda e Decision to Leave con la cinese Tang Wei. Miike, curiosamente, accetta di dedicarsi a una produzione Made in Disney, con le dovute conseguenze: Occhio per occhio è tutto quello che ci si può aspettare dal deviato, eccessivo, pervertito autore, ma le sue seppur audaci visioni sono un po’ meno morbose. Quella scena che vede il protagonista legato con mille corde a una sedia, lo sappiamo, Miike l’avrebbe voluta corredata da altrettanti uncini conficcati nelle carne.

Il mutante e il serial killer

Occhio per occhio, Jung Hae-in in un momento della serie
Occhio per occhio, Jung Hae-in in un momento della serie di Takashi Miike

Eppure, l’impatto visivo di Occhio per occhio è comunque lancinante, grazie soprattutto alle premesse da body horror anni ’80 che informano la trama: Ha Dong-Soo è un neoumano, il frutto forse di sperimentazioni genetiche che hanno dato vita a una manciata di umani dal corpo mutante in grado di ricomporsi e guarire grazie a naniti biologici. Il risultato sono una miriade di gustose scene splatter che mostrano gli arti mozzati di Ha Dong-soo strisciare verso il resto del corpo e riunirsi tramite escrescenze filamentose. La guarigione di Ha è un processo raccapricciante sul quale il regista si sofferma insistentemente e del quale quasi si bea. Come si perde nella profondità del buco in faccia a Dong-soo collocato al posto dell’occhio destro che un chirurgo al soldo della mafia gli ha cavato per trapiantarlo in un omicida seriale. Oh Jin-Seop è il ricevente, un esemplare di maschio eletto della classista alta società coreana che vuole suggellare la propria presunta superiorità con l’arte. Un’arte deviata, fatta di corpi mutilati e trasformati in tableau vivant peccaminosamente belli, che Ha Dong-Soo vede attraverso l’occhio impiantato dentro il serial killer.

I mostri

Occhio per occhio, Jung Hae-in in una scena della serie
Occhio per occhio, Jung Hae-in in una scena della serie di Takashi Miike

Quell’occhio vuole tornare disperatamente al proprietario originale e mette in connessione i due uomini, due esseri umani ai lati opposti della società, dell’umanità, della moralità, dell’esistenza. Entrambi esistono in realtà liminali, ma nei due punti più distanti possibili. Sono uguali e opposti e destinati a distruggersi l’un l’altro. Ha Dong-Soo è quello che viene chiamato mostro da chiunque intraveda le sue raccapriccianti rigenerazioni, ma il vero mostro è il “perfetto” Oh Jin-Seop. Entrambi sono immersi nella realtà metropolitana di una Seoul fredda, ostile e indifferente, ma di notte si muovono in una città in mutazione come lo è Dong-Soo: suggestiva, desolante, avvolgente. Miike sceglie due attori coreani giovani e promettenti come Jung Hae-In (Prison Playbook, Tune In for Love) e Ko Kyung-Po (Man on High Heels, Seoul Vibe) – curiosità, i due hanno recitato insieme anche in Reply 1988 e DP – offrendo a quest’ultimo l’opportunità di mettere a punto la sua performance migliore. Il suo Jin-Seop è una macchina, un androide, non ha niente di umano se non la mortalità e Ko lo impersona con lo sguardo spento, il viso paralizzato, l’andatura robotica. È una bambola assassina, che prende vita solo quando stimolata dalla vicinanza con la sua nemesi. Quest’ultima è, invece, l’emblema dell’uomo comune. Dong-soo non è particolarmente sveglio o intraprendente e soprattutto non è un eroe. È solo un uomo buono e… “solo” il probabile futuro dell’umanità. Jung Hae-in, che per Disney+ aveva già lavorato nella tragica serie storico-romantica Snowdrop, si cimenta nell’horror con coraggio, suggerendo che forse ambisca a prendere le distanze dal typecasting dell’eroe romantico che ha contraddistinto la sua carriera.

Il futuro

Occhio per occhio, Jung Hae-in in un'immagine della serie
Occhio per occhio, Jung Hae-in in un’immagine della serie di Takashi Miike

Gli ultimi due episodi di Occhio per occhio sono un tripudio di corpi smembrati, di visioni orrorifiche gore e orripilanti di terrore e desolazione. L’entrata in scena di una creatura frankensteiniana su cui non vogliamo rivelare altro è un po’ grottesca e ridicola, ma tutto il resto è terrificantemente serio e spaventoso, allucinato e funesto. Il finale suggerisce una seconda stagione alla L.U.C.A.: The Beginning, forse alla Akira. Non importa, quello che conta è la conferma di un seguito.

Occhio per occhio, la locandina della serie di Takashi Miike
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Scheda

Titolo originale: Connect
Regia: Takashi Miike
Paese/anno: Corea del Sud / 2022
Genere: Horror, Drammatico, Poliziesco, Thriller, Fantastico
Cast: Go Kyung-Pyo, Han Tae-hee, Hao Feng, Jang Gwang, Jo Bok-rae, Jung Hae-in, Kane Suh, Kim Hye-Jun, Kim Roi-ha, Sung Hyuk, Victoria Grace, Yang Dong-geun
Sceneggiatura: Masaru Nakamura, Heo-dam
Fotografia: Kim Ji-yong, Kim Sung-jin
Montaggio: Sagara Naoichiro
Musiche: Sim Hyeon-jeong
Produttore: Song Jin Sun, Choi Yeon-ho
Casa di Produzione: Studio Dragon, Studio HIM
Distribuzione: Disney+

Data di uscita: 07/12/2022

Trailer

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Maria Bosco
L'unica sua ragione di vita è l'horror. E anche l'horror. Vorrebbe scrivere solo di questo, ma è consapevole che non ci sia solo l'horror.

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